martedì, novembre 13, 2007

Quand on est néocon...

Post originale tratto dal blog Kelebek di giovedì, 29 settembre 2005
Questo post nasce come risposta a un commento sul mio blog.
Rispondo a Giuseppe. E' un avversario,, cioè uno che non ti applaude e non ti insulta, ma ti stimola a riflettere perché cerca gli errori in quello che dici.
Nel mio post, parlavo dell'umanità-specchio che a sua volta vuole ammirarsi e godersi in tutto ciò che la circonda. Forse avrei dovuto dire che vuole vedersi specchiata già bella, per poter trovare conferma e consolazione, e non dover quindi cambiare in alcun modo.

Gli avversari invece ti pongono uno specchio in cui si vedono solo i tuoi difetti. Proprio per questo, la tua reale bellezza dipende interamente da loro, perché è solo grazie a loro che puoi cambiare qualcosa. Quindi chi ha la fortuna di avere un avversario, se lo tenga ben stretto.

Non voglio riassumere qui il commento di Giuseppe: è lungo, e i riassunti falsificano sempre qualcosa. Andatevelo a leggere tra i commenti al post di ieri. Ci vediamo tra due minuti.

Fatto? Eccoci.

La prima cosa utile che mi dà Giuseppe è una bacchettata al mio linguaggio impreciso. Associare la maga Lisistrata al "movimento neo-con", in particolare statunitense, sarebbe in effetti un errore grossolano. Leo Strauss a suo tempo, e Wolfowitz oggi, sanno quello che vogliono, e del loro particolare "esoterismo" ho fatto parlare chi ne sa più di me.

Bene, focalizziamo il discorso. Non stiamo parlando degli Stati Uniti (dove i motori psicologici di fondo sono abbastanza diversi), e nemmeno dei signori dei media o della politica in Italia. Stiamo parlando solo della neoconnarderie di massa italiana; del lettore medio della Fallaci, per capirci. Come canta il grande Georges Brassens:

Le temps ne fait rien à l'affaire
Quand on est con, on est con
Qu'on ait vingt ans, qu'on soit grand-père
Quand on est con, on est con
Entre vous, plus de controverses
Cons caducs ou cons débutants
Petits cons d'la dernière averse
Vieux cons des neiges d'antan

georges brassens


Georges Brassens


A questo punto, però, Giuseppe sposta lo specchio, e non ci vedo più la mia faccia. Forse il mio avversario dovrebbe cercare di capire meglio lo spirito con cui è fatto questo blog; o forse sono io che dovrei spiegarlo meglio, perché ci sono alcuni equivoci che ricorrono sempre, anche con altre persone, e quindi una parte della colpa deve essere mia.

Io non polemizzo con i neocon o con nessuno. Non ho punti da segnare, non appartengo a nessuna squadra e non mi interessa manipolare i miei pochi lettori.

Parto sempre da un caso singolo. Se possibile un po' bizzarro e divertente. E poi cerco di condividere con i lettori le riflessioni che mi sono nate da quel caso.

Spesso i casi di cui parlo sono casi "patologici", e so che questo viene facilmente frainteso.

Come dice Giuseppe, anche Berlusconi potrebbe sfruttare i "casi patologici": potrebbe prendere un comunista che si crede di essere Michael Jackson e poi lasciarci trarre la conclusione che tutti i comunisti si credano di essere Michael Jackson. In realtà, i comunisti hanno un mare di difetti, ma tra quelli che normalmente hanno, non c'è l'illusione di essere rock star pedofili. Quindi, facendo così, Berlusconi barerebbe.

Io cerco di fare l'esatto contrario. Non prenderei un comunista che si crede di essere Michael Jackson. Ma potrei prendere il caso di un simpatico operaio di Imola dal forte accento napoletano, che si presenta regolarmente ai convegni pubblici di Rifondazione Comunista con un grande ritratto di Stalin appeso al collo, a mo' di cartello, tra gli imbarazzati rimproveri degli altri compagni.

Potremmo limitarci a segnare inutili punti polemici: "hai visto, i comunisti sono tutti stalinisti!", o viceversa, "hai visto, i comunisti bacchettano quelli che credono ancora a Stalin!"

Oppure, potremmo scoprire un sacco di cose più interessanti sul contraddittorio rapporto con i miti che esiste a sinistra. Cose che non sarebbero mai emerse alla luce, senza quell'episodio patologico.

Prendiamo i "moderati" che di tanto in tanto mi scrivono. E' vero che il 90% delle persone coinvolte nel magma della neoconnarderie non scrive insulti via internet. Però non lo fanno proprio nella misura in cui la loro neconnarderie è trattenuta e inquinata da altre cose. Forse hanno dei dubbi, forse sono troppo civili per lasciarsi andare. Forse temono di essere denunciati, oppure prima di essere dei neocon, sono dei genitori responsabili che devono preparare la pappa al bambino.

Ma la mia esperienza con i "moderati" è questa: ci sono comunque decine e decine di persone, che non si conoscono tra di loro, e che quando insultano, scrivono le stesse cose, con le stesse parole.

Ecco che la patologia ci svela una cosa di enorme importanza, e di cui non ci saremmo accorti altrimenti: l'esistenza di un'immensa fabbrica che produce quei sentimenti e quelle parole.

Gli insulti urlati sono importantissimi perché ci svelano i luoghi comuni tra le persone: se io dico che Berlusconi è un "nano pelato", l'insulto diventa efficace in quanto sia io che il lettore condividiamo lo stesso ideale estetico; anzi, dicendo così, speriamo di ferire così anche Berlusconi, dimostrandogli la sua inadeguatezza. Scopriamo quindi, attraverso un insulto particolarmente stupido, che tutti gli italiani vorrebbero essere alti e capelluti.

Su questo blog, ho ospitato lo sfogo di un certo Paolo Bertulessa. Qualcuno mi ha anche chiesto di toglierlo, e qualcun altro potrebbe pensare che io abbia voluto solo dimostrare che la neoconnarderie è composta da un branco di urlatori: cosa non vera, se pensiamo ad esempio a Paolo Mieli, persona in apparenza molto educata.

Ma se leggete con attenzione quello che Bertulessa scrive, troverete che ogni parola che dice è un luogo comune, e ci rivela qualcosa degli atteggiamenti che milioni di persone hanno oggi verso il dominio, la diversità, la paura e la sessualità.

Ecco che il "fenomeno da baraccone" si trasforma, proprio per la sua natura estrema, in un esempio vivente della normalità dei nostri tempi: se non fosse estremo, sarebbe infatti adulterato da troppi altri fattori.

Ma torniamo al motivo per cui parlo di Maga Lisistrata. Mi dispiace notare come Giuseppe non abbia commentato quello che era lo scopo stesso del mio post. I casi qui possono essere due.

Può essere che io non mi sia spiegato bene.

Oppure, può essere che Giuseppe, come molte persone, riesca a vedere solo la polemica destra-sinistra, e sia un po' daltonico su tutto il resto. Come dicevo, sarebbe interessante analizzare gli insulti rivolti a Berlusconi, per capire quali siano i modelli fisici condivisi dagli italiani. Ma so benissimo come finirebbe il discorso: "Berlusconi non solo è nano e pelato, ma è pure ladro!" direbbe qualcuno; e un altro gli risponderebbe, "bello sarà l'amico tuo Fassino". E il dialogo continuerebbe con "ma quanto ti paga Bertinotti per insultare il Presidente del Consiglio eletto dagli italiani?""Guarda che Martinez è linkato da Tizio, che a sua volta è linkato da Caio, che ha un cugino che è fascista/brigatista/musulmano".

Comunque, attraverso il caso indubbiamente pittoresco di Maga Lisistrata, volevo parlare di altre cose. Ad esempio, non è strana la neoconnarderie italica di massa? Un fenomeno senza apparente storia, che pure riesce a mettere insieme radicali e ciellini, e a suscitare emozioni violentissime tra i suoi adepti?

In breve, ritengo che sia il prodotto finale, più marcatamente ideologico, di un immenso processo: quello della standardizzazione dell'individuo, operata dall'industria culturale. Adoperando gli scarti di tutte le grandi tendenze dei nostri tempi. Tra cui, in chiave minore, la cultura esoterica/ermetica, riciclata come fenomeno consolatorio di massa, attraverso l'astrologia mediatica e la New Age.

Per concludere, non ritengo che l'astrologia mediatica e la New Age siano fenomeni da "baracconi dei luna-park". Il numero di persone influenzate dall'esoterismo di massa è certamente maggiore del numero delle persone ispirate dalla Fallaci; e l'intersezione tra i due insiemi non è affatto vuota. Poi ci sono altre intersezioni, come quella tra sciocchezze sui nativi americani e sinistra romantica, che critico con altrettanto gusto. Però è significativo (in termini di magma degli scarti culturali) che Maga Lisistrata, compagna di neoconnarderie di un sacco di crociati cattolici, dica, "Mi sento piuttosto vicina agli indiani d'America, sono animista".

Così scopriamo che qualcuno si annida anche nell'intersezione tra gli scarti dell'esoterismo, gli scarti del razzismo di destra e gli scarti del buonismo di sinistra. Un luogo decisamente comune.

Infine, Maga Lisistrata non è così anomala. In Italia diverse decine di migliaia di persone fanno il suo stesso mestiere

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La maga dei vicepresidenti

Post originale tratto dal blog Kelebek di mercoledì, 28 settembre 2005


Un po' di tempo fa, mentre infuriava la disputa con Aldo T. (non lo nomino per intero, per mantenere la mia promessa di non parlarne più, almeno per un po'), è comparsa tra i commentatori del suo blog una certa Lisistrata, per invitare Aldo a denunciare tutti coloro che gli avevano combinato l'ormai famosa Beffa dei Polli e della Lunga Corda.

Lisistrata è un pilastro della neo-connarderie virtuale. Sul suo blog - carico di bannerine "con Oriana", "Amici dell'America", "Amici di Israele" - troverete vari post al giorno, tutti dedicati allo stesso tema: no ai comunisti, no ai musulmani (un tale che lei definisce il proprio "gemellone" dedica il proprio blog invece a combattere i "nazicomunistiislamici", con una sgradevole doppia "ii" che noi risolvemmo già tempo fa con il più elegante termine "islamonazicomunisti").

Come se non bastasse, Lisistrata gestisce anche un sito gigantesco, con chat e forum e una rubrica curata dalla simpatica Deborah Fait, la nonna di tutti i sionisti.

So per amara esperienza quanto sia difficile stare dietro a un sito e un blog. Anche se è vero che Lisistrata in fondo deve solo copiare e incollare gli stessi articoli che appaiono su tutti gli altri blog e siti della neo-connarderie, aggiungendo di tanto in tanto qualche commento come questo:


E ai simpatizzanti dei terroristi: non prendetevi la briga di criticare questo articolo, perché conosco bene la vostra posizione e più criticate, più vi metterò di fronte ai fatti, vi piaccia o meno.

Comunque, anche così, lo sforzo è notevole. Che mestiere può fare questa qui, mi chiedo invidioso, mentre mi annoio a tradurre le specifiche di una "timoniera rotativa" e un catalogo di letti "King Size".

Ora, Dacia Valent, sul suo cattivissimo blog, ha scoperto che mestiere fa Lisistrata: fa la maga.

E cioè, come Lisistrata stessa spiega in un altro sito ancora, in cui compare sotto ben altro nome, la neocon vende:


"Corsi professionali e consulti privati astrologia - parapsicologia - radiestesia
arti divinatorie - psicologia esperienziale"

adriana bolchini


La neocon Lisistrata riceve un omaggio floreale durante un convegno sulla pranoterapia, in cui ha pubblicizzato un'improbabile macchina elettronica per misurare il "potenziale bioenergetico"

Potete seguire l'inchiesta sul blog di Dacia, divertente e feroce come al solito, per cui non aggiungo altro.

Ma ne parlo qui perché la faccenda mi ha svelato un piccolo mistero, sulla natura della neoconnarderie. Ecco: la neoconnarderie è una specie di concentrato delle degenerazioni di tutte le più diverse e conflittuali tendenze del nostro mondo, trasformate inesorabilmente in caricatura e in luogo comune.

C'è il bisogno reale di identità, in un mondo spaesato dall'anonimo flusso dei capitali, che diventa solo feroce autocompiacimento e odio.

C'è la grande forza del cristianesimo, trasformata in croci atee da agitare contro i vampiri islamici.

C'è la profonda ricerca di chiarezza dell'illuminismo, che diventa ignorante disprezzo di tutto ciò che è sacro agli altri.

C'è persino un residuo dell'utopia comunista, nella fantasia di spianamento planetaria, che si sposa in maniera inattesa con il messianismo apocalittico americano.

E c'è infine anche un tocco di esoterismo.

Voglio essere chiaro: personalmente, per quel che vale la mia opinione, ritengo che la ricerca esoterica sia sostanzialmente chimerica.

Eppure l'esoterismo costituisce uno splendido sistema mitico e simbolico, che fa risonare qualcosa di molto intimo e ricco che vive dentro di noi. Quello che si prova a cercare di tradurre dall'arabo le formule alchemiche di al-Jabbâr, o a leggere certi vangeli apocrifi, o le riflessioni attribuite a Ermete Trimegisto (non a caso, Ermete è dio dei ladri e degli inganni), non si può dimenticare.

Inoltre il modo di pensare esoterico ha elementi positivi: la ricerca del senso delle cose e delle analogie, il guardare alle trasformazioni, piuttosto che la ricerca di un nemico da demonizzare. E soprattutto il partire dall'anima - in un senso non emotivo - anziché dall'astrazione.

Quindi ho il massimo rispetto per chi segue piste esoteriche con una certa purezza interiore. Badate che non dico i "veri esoteristi", perché non so se esiste un esoterismo "vero"; e non distinguo - come si dovrebbe distinguere - tra chi cerca di capire il cosmo e prendere coscienza, e chi invece fantastica un dominio magico sul cosmo.

Ma tutto questo può degenerare con straordinaria facilità nella démiculture che René Guénon descrisse con grande precisione già una settantina di anni fa nell'Errore dello spiritismo, e che Theodor Adorno analizzò con chiavi diversissime nel suo studio, Stelle su misura. L'astrologia nella società contemporanea. O su un piano più aneddotico, ma profondamente umano, penso a quel piccolo gioiello che è I mercanti dell'occulto dell'esoterista Pier Carpi.

Su queste cose, si oscilla sempre tra l'aderire senza capire, e il deridere - ugualmente senza capire. Eppure basterebbe considerare quanti milioni di italiani sono coinvolti in qualche forma di questa démiculture per farci riflettere un attimo.

Se leggiamo - senza creduloneria, ma anche senza ridere - il testo di una previsione astrologica, oppure le parole di un presunto "spirito dall'aldilà", coglieremo quello che è l'elemento chiave anche della neo-connarderie: l'apoteosi del luogo comune. Adorno diceva che gli oroscopi sono tutti indirizzati a un "vicepresidente"; cioè a qualcuno perfettamente inserito nel sistema capitalistico, che sa di non contare nulla, ma vorrebbe che lo si consolasse, facendogli credere di essere qualcuno. La neoconnarderie parla ai rancori di Fantozzi, l'astrologia lo consola.

Altrove, abbiamo detto che i neocon non sono i figli delle notizie, che anche se censurate sono comunque complesse; sono piuttosto i figli dei titoli dati alle notizie. E sono certo che in molti quotidiani, a scrivere titoli e oroscopi siano le stesse persone. Perché titoli e oroscopi sanno fare da secondo specchio: gli individui moderni rispecchiano, nella loro obbediente incoscienza, il sistema; e desiderano solo ciò che li confermi nella loro schiavitù. Loro, che sono diventati specchi, vogliono vedere se stessi riprodotti all'infinito nelle previsioni di Nostradamus, nei programmi del festival di Sanremo, nelle notizie che ascoltano. Il titolista, o l'astrologa Lisistrata, sono coloro che sanno trasformarsi negli specchi dello specchio.

Come dice Adorno con parole che valgono tanto per l'astrologia di massa, quanto per i neocon:


"Chi vuole sopravvivere nelle attuali condizioni è tentato di 'accettare' simili assurdità, come il verdetto degli astri, anziché penetrarle col pensiero, il che significherebbe disagio in molti sensi. Sotto quest'aspetto l'astrologia è davvero in armonia con una tendenza onnipresente".

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giovedì, novembre 08, 2007

Torture texane e imprese dell'immaginario

Post originale tratto dal blog Kelebek di mercoledì, 24 agosto 2005
Ogni tanto voglio toccare un argomento che probabilmente interessa meno di quelli strettamente politici. Ma il blog è mio e annoio quanto mi pare.

Si tratta delle imprese dell'immaginario, cioè le organizzazioni di ogni sorta che si strutturano attorno al bisogno di sacro. E che spesso vengono chiamate "sette": lo uso anch'io come tag, ma solo per la brevità della parola.

Adesso è scoppiato il secondo grande scandalo a coinvolgere il movimento degli Hare Krishna negli Stati Uniti. L'articolo che allego va letto con una certa cautela. Innanzitutto, gli Stati Uniti hanno una diffusa cultura di denunce multimilionarie per molestie sessuali, usate anche come metodo per fare rapidamente un po' di soldi. "Cautela" non vuol dire però negazione.

Inoltre, il movimento degli Hare Krishna, alla morte del fondatore, Swami Prabhupada, si è diviso in una dozzina di sezioni del tutto indipendenti: quello che succede tra gli Hare Krishna di Dallas non riguarda ormai da molti anni quello che succede tra gli Hare Krishna italiani.

Ho voluto passare qualche giorno con gli Hare Krishna, molti anni fa. L'impressione che se ne ricavava era di una robotizzazione completa: sveglia alle tre di mattina, tre o quattro ore ininterrotte di canti e danze, poi via a mendicare per strada cantando e danzando, pomeriggio di prediche davanti a una gigantesca statua del capo-fondatore, sera a proselitizzare il prossimo, con altri canti e danza, la notte nei sacchi a pelo con in sottofondo il mantra che veniva trasmesso da altoparlanti.

Anni dopo, ho incontrato diversi Hare Krishna. E questa volta, devo dire che la mia impressione era opposta: pur non trovandomi d'accordo con loro, erano persone molto più colte, aperte e umane del militante medio di Scientology o della Società Torre di Guardia.

Almeno qui in Italia, devono aver vissuto una grossa trasformazione a metà degli anni Ottanta.

Fine anni Settanta, ai tempi remoti in cui andava di moda l'Oriente. Un mio amico va in India e scopre che i giovani non solo bevono whisky per "fare gli occidentali", a dispetto dei loro posati genitori fumatori di hashish. Ma i giovani compiono anche la trasgressione ultima: frequentano il "tempio degli americani", cioè gli Hare Krishna.

Evidentemente lì veniva concesso agli indiani frequentare il tempio. In Italia, gli Hare Krishna, che all'epoca avevano risorse economiche assolutamente inspiegabili (tu guardavi la vasta piscina nella loro villa al centro di Roma, e loro ti rispondevano, "sai, noi vendiamo per strada le nostre cassette di musica"), offrivano da mangiare gratis ogni sera, per poi proselitizzare gli ospiti.

Una sera, mentre un finto indiano di Napoli cercava di convertirmi, arriva una trentina di indiani veri e affamati. L'indiano di Napoli mi spiega, "no, quelli non sono indiani veri, perché non sono filosofi!" Alla fine hanno preso gli scarti della cucina e li hanno fatti mangiare in un angolo lontano del giardino.

Comunque è importante tenere presente episodi come quello di Dallas, perché a mano a mano che tutto si privatizza, cresce anche l'importanza delle imprese dell'immaginario. E la follia del comando, con conseguenze che possono anche essere atroci, è sempre più presente, e può svilupparsi in qualunque contesto di isolamento.


Scandalo Hare Krishna negli Usa

Negli Usa esplode lo scandalo Hare Krishna. A cinque anni dalle prime denunce, infatti, il famoso gruppo religioso ha ammesso gli abusi sessuali perpetrati contro i bambini educati nelle scuole arancioni. Stando alle testimonianze di 44 vittime, negli anni 70 gli 11 collegi Hare Krishna dell'America del Nord erano diventati dei centri di tortura. Dopo le scuse ufficiali, si preannunciano risarcimenti record.

Lo scandalo era iniziato a Dallas nel 2000, quando 44 adulti avevano presentato una causa chiedendo 400 milioni di dollari di risarcimento all'International Society of Krishna Consciousness e al fondatore del movimento Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Da allora gli inquirenti hanno scavato nel passato del gruppo induista scoprendo diverse storie di abusi sessuali e di violenze psicologiche nei suoi collegi dell'America settentrionale. Secondo l'accusa, mentre i genitori erano impegnati a diffondere la dottrina di Prabhupada, i piccoli subivano violenze sessuali, fisiche e psicologiche.

Nel dettaglio, stando a Windle Turley, avvocato delle vittime, i bimbi "hanno subito gli abusi e i trattamenti più impensabili che un bambino abbia mai visto". Completamente abbandonati dai genitori, impegnati esclusivamente nelle attività promozionali degli arancioni e in esperienze alternative hippy, i bimbi venivano sottoposti a ogni tipo di molestia fisica e psicologica da chi li avrebbe dovuti iniziare alla dottrina. Le sevizie nei centri di istruzione Hare Krishna che erano chiamati a educare piccoli fino a tre anni d'età includevano lo stupro, l'abuso sessuale, la tortura fisica e il terrore emotivo.

Un vero centro degli orrori che, secondo quanto riferito dal legale degli ex adepti, negli anni ha spinto molti dei bimbi violentati a togliersi la vita. Subito dopo le prime cause, il gruppo religioso aveva stanziato 250mila dollari per indagare sulle accuse e per ricompensare le vittime, ma nel frattempo il numero delle denunce è salito in diverse zone degli Stati Uniti. Così i capi del gruppo induista hanno deciso di ammettere le loro responsabilità e di risarcire tutti i danni sbloccando i beni e i fondi di cui hanno bisogno per i pagamenti. Le vittime dei maltrattamenti aspettano segni concreti dagli Hare Krishna prima di firmare qualsiasi accordo, ma di sicuro i soldi non risuciranno a cancellare le profonde ferite degli abusi.

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mercoledì, novembre 07, 2007

I gatti e il Pioniere Silvestro

Post originale tratto dal blog Kelebek di martedì, 16 agosto 2005
Nel mondo piuttosto scontato dei politicizzati ci sono le cose serie, come appunto la "politica", le crisi economiche e i bombardamenti.

Il resto viene in genere accantonato come bizzarro o irrilevante. Tra le cose bizzarre e irrilevanti, ci sono certamente i cosiddetti Testimoni di Geova, o meglio la Società Torre di Guardia di Brooklyn e i suoi aderenti italiani.

Dieci anni fa si celebrava il cinquantennario della fine della guerra, con tutta la sua carica simbolica. All'epoca vivevo in quello che mi sembra sia stato il primo comune di sinistra d'Italia, che si trovò pienamente coinvolto nella lotta di resistenza: Imola.

Essendo una persona curiosa, sono andato quel 25 aprile a vedere due diverse manifestazioni. La prima era un dibattito, appunto sulla guerra, il fascismo e altro. Vi parteciparono dieci persone.

Lo stesso giorno sono andato all'assemblea di distretto (correggetemi se sbaglio il termine) della locale Società di Guardia, nella loro gigantesca sede. C'erano quattromila persone (sì, è vero, venivano anche da Budrio, Medicina e qualche altro paese vicino).

Credo che ci sia qualcosa su cui riflettere in questo fatto.

Mentre riflettiamo, comunque, leggiamoci questa straordinaria parodia dei testi della Società Torre di Guardia, pescata sul newsgroup free.it.religioni.tdgeova, opera di un certo "Lampa Dario" (gli perdoniamo volentieri la svista etimologica che il testo contiene). Ovviamente, occorre conoscere un po' il tipo di letteratura che ogni settimana parte dai trentatré grattacieli che la Società Torre di Guardia possiede a New York, per apprezzarla fino in fondo.

Anche questo è Occidente (e non è una critica, ma una constatazione).


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Il punto di vista biblico:


IL GATTO E' PER I CRISTIANI?


Oggi, molti cristiani si chiedono in coscienza se sia saggio possedere un gatto. Molte persone che sono sole o famiglie composte da bambini potrebbero non trovare nulla di male nel tenere un felino in casa come compagnia. Ma la Bibbia avverte che le cattive compagnie possono essere pericolose. (1 Corinti 15:33)

E' utile quindi analizzare a quale tipo di compagnia corrisponde il gatto.

Il termine greco felos domesticus ci ricorda prima di tutto la natura felina e bestiale di questo animale che rispetto al cane è molto meno domestico e molto più indipendente. Se un gattino vi si strofina facendo le fusa, probabilmente vi sta ricordando che dovete dargli da mangiare piuttosto che manifestare il suo affetto per voi. Il gatto fa ciò che vuole, è indipendente e ribelle.

Va ricordato che era venerato dagli egiziani essendo ritenuto sacro in quanto associato a certi dei e veniva seppellito con grande risalto e ornamenti in speciali cimiteri con un numero stimato in centinaia di migliaia di sepolture.

Anche se oggi i gatti non vengono più adorati come dei, il rischio di dedicare troppe attenzioni a questi animali potrebbe far scivolare il cristiano nel peccato di idolatria così come fecero gli egiziani.

Sicuramente dei gatti erano presenti alla festa di

Erode quando fu decapitato Giovanni il Battista. In diverse occasioni nel passato il gatto è stato associato al demonismo come nei Sabba delle streghe di Salem dove veniva considerato un tramite del diavolo. In diverse parti del mondo vige la superstizione che se un gatto nero attraversa la strada porterà sfortuna o sventura. Ma per quali motivi si è guadagnato una così cattiva fama? Probabilmente è dovuto alla sua indole e al comportamento malvagio. Cervantes disse: "Chi gioca coi gatti può aspettarsi d'essere graffiato". E questa frase la dice lunga sulla sua natura imprevedibile.

Il gatto è un formidabile predatore, e per la sua indole violenta lo si potrebbe paragonare al potente cacciatore Nimrod. I ricercatori calcolano che solo nel Wisconsin (USA) i gatti domestici possono uccidere più di 19 milioni di uccelli l'anno. Uno studio condotto in Gran Bretagna indica che 5 milioni di gatti domestici inglesi uccidono ogni anno circa 20 milioni di uccelli. I primi coloni che arrivarono in Australia e in Nuova Zelanda vi importarono i gatti domestici, alcuni dei quali diventarono selvatici. Secondo la rivista New Scientist, i gatti inselvatichiti ora predano 64 specie di mammiferi originari dell'Australia. Assieme alle volpi rosse importate dall'Europa, attaccano gli esemplari superstiti di specie in pericolo di estinzione. Si afferma che nella piccola isola di Yaku Shima, nel Giappone meridionale, vi siano due gatti randagi per ogni abitante. Non appena l'odore del pesce che cuoce si diffonde nell'aria decine di felini invadono la casa, nella speranza di procurarsi da mangiare. Ciò nondimeno, a causa della superstizione, non si fa nulla per ridurre la popolazione dei gatti randagi. Gli isolani dicono: 'Se uccidete un gatto, il suo spirito vi perseguiterà per sempre'.

Ma i gatti possono anche portare guai più seri: uno studio recente effettuato da un gruppo di veterinari dell'Istituto di immunologia animale comparata di Maisons-Alfort, in Francia, dimostra che funghi e parassiti veicolati dagli 8,4 milioni di gatti sono responsabili di varie malattie di cui soffrono i padroni degli animali. Fra queste ci sono tigna, ascaridiosi, leishmaniosi e toxoplasmosi. Quest'ultima può provocare aborti spontanei o malformazioni del feto.

"I gatti domestici contagiano di toxoplasmosi circa 3.300 gestanti all'anno, con un tasso di morte fetale del 15 per cento", afferma U.S.News & World Report. Eminenti entomologi affermano che le comuni pulci dei gatti possono uccidere.

Dati emersi da recenti ricerche fanno pensare che la loro capacità di portare e trasmettere malattie sia stata molto sottovalutata, rileva il Times di Londra. Inoltre l'allergene più diffuso tra gli animali, la forfora del gatto, può provocare attacchi d'asma in soggetti a rischio. Il gatto contrariamente alle apparenze è un animale sporco: si lecca in zone poco igieniche, orina per terra e sugli oggetti per segnare il territorio, mangia animali morti e non dissanguati, conduce una vita sessuale sregolata e promiscua. Inoltre è ghiottone, è pigro, ama oziare di giorno e fare vita notturna. In nessuna parte della Bibbia viene fatta menzione di gatti o felini in luce favorevole. Non furono forse dei leoni a sbranare i cristiani del I secolo? Dio stesso fermò le bocche dei leoni ai giorni di Daniele. Le sacre scritture indicano chiaramente che né Abramo, Isacco, Giacobbe, gli Apostoli, o Gesù stesso possedettero un gatto. Sicuramente non vollero assomigliare ai pagani del loro tempo che non mostrarono riguardo a come Dio la pensa sul possedere questo genere di animali.

In armonia col modello dei fedeli profeti e i discepoli, non sarebbecertamente un bene per un cristiano odierno possedere un gatto. Considerando l'effetto negativo che potrebbe avere sulla crescita dei giovani, Silvestro, un pioniere di 12 anni ha detto: "Sono così grato che Dio mi ha liberato dal peso di tenere un gatto, ora ho molto più tempo libero da dedicare alle attività teocratiche e non vengo più distratto mentre studio.

Spero che tutti i fratelli comprenderanno come il diavolo usa i gatti per corromperci e distrarci dall'urgente opera di predicazione."

Che eccellente esempio di fedeltà! Come seguaci fedeli di Cristo possiamo allietarci del fatto che presto nel nuovo sistema Dio ricompenserà tutti i nostri sforzi di mantenere l'integrità e riporterà la pace fra gli uomini e gli animali.

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domenica, ottobre 28, 2007

Cecilia Gatto Trocchi

Post originale tratto dal blog Kelebek di mercoledì, 13 luglio 2005
Ieri sera ho saputo che l’antropologa Cecilia Gatto Trocchi si è uccisa.
Lanciandosi dal quinto piano, con in mano la foto del figlio morto in un incidente un paio di anni fa.
Su Paniscus, potete leggere alcune note e riflessioni sulla Cecilia Gatto Trocchi, che condivido in pieno.

Non posso dire di aver conosciuta bene Cecilia.

Però l’ho incontrata più volte, visto il nostro comune interesse per l’argomento delle cosiddette “sette” e altre stranezze. Me la ricordo come una persona splendidamente frivola: i suoi vestiti, come i suoi racconti, erano sempre molto colorati. Ma con una curiosità e un amore per la vita e per il bello insaziabili, che si accompagnava a un ricco senso dell’umorismo, con un'incessante alternarsi di profondità e superficialità.

Nessuno al mondo saprà mai dire che cosa realmente volesse o pensasse, o – come amano dire gli ortodossi di ogni risma – “da che parte stesse”. Ma anche se ha sempre lasciato perplessi e confusi tutti, la cosa non mi dispiace affatto, perché nessuno sa davvero “da che parte stia” la vita.

Cecilia si era spenta irrimediabilmente dopo la morte del figlio. Ci siamo visti un’ultima volta, per puro caso, quasi due anni fa.

Mi chiese di telefonarle qualche volta.

Non l’ho mai fatto.

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